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Guida Michelin 2018. Storia e regole delle Stelle

È di nuovo tempo della mitica guida rossa. Come avrete capito stiamo parlando della più antica e prestigiosa guida ristoranti (e alberghi) del mondo, la Michelin che vedrà il sipario sull’edizione 2018 il 16 novembre presso il Teatro Regio di Parma.

Pensate, la prima edizione risale al 1900, e fu lanciata in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi dalla Michelin, si l’azienda produttrice di pneumatici, che ne è ancora oggi l’editore.

Nata come semplice libretto per accompagnare il viaggiatore nei suoi spostamenti, oggi a distanza di un secolo, considerarla una semplice guida sarebbe riduttivo, è diventato un fenomeno di massa, con la capacità di orientare le scelte culinarie dei ristoratori e di chi fa cucina, prima ancora che i gusti degli utenti finali.

E pensare che agli albori al suo interno era possibile trovare le informazioni più svariate: la lista dei medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località. Ma nessuna menzione sui ristoranti.

La valutazione dell’arte culinaria è arrivata in un secondo momento e con essa anche le famose ed ambite stelle; in realtà la loro rappresentazione è più simile ad un fiore a sei petali che a un astro, ma fin da subito divennero simboli importantissimi della classificazione: una stella corrisponde ad un’ottima tavola nella sua categoria, due stelle sono il simbolo di un ristorante meritevole di una deviazione, tre stelle (il massimo) indicano che il ristorante è davvero ottimo e “vale il viaggio”.

Oggi, le stelle Michelin sono considerate il più importante riconoscimento per un ristorante. E possiamo tranquillamente dire che col tempo la guida Michelin è diventata uno status symbol per viaggiatori, amanti del buon cibo e del buon vino.

 

COME VENGONO ASSEGNATE LE STELLE

Come è possibile immaginare l’assegnazione delle stelle sono sempre oggetto di dibattito e malumori tra i ristoratori e chef di tutto il mondo. Ma effettivamente, poco è cambiato dalle origini della guida. Sono sempre cinque i principi di base: visite anonime, indipendenza del giudizio, la redazione non di un semplice elenco, aggiornamento annuale ed omogeneità, cioè stessi criteri in tutto il mondo.

Secondo le linee guida della Michelin, l’ispettore (“un illustre sconosciuto”) incaricato per la valutazione si siede al tavolo del ristorante e consulta il menù, sceglie tra l’offerta gastronomica un piatto che consenta di valutare la qualità della materia prima, le cotture, il giusto equilibrio tra gli ingredienti, la creatività dello chef, la rivisitazione delle ricette, il giusto rapporto qualità/prezzo. La visita continua poi con l’ordinazione di altre tre portate diverse tra loro per valutare le competenze dello chef e dell’intera brigata di cucina.

Una volta terminato il pasto, l’ispettore deve immediatamente trascrivere l’esperienza valutando il ristorante attraverso i seguenti criteri: qualità dei prodotti, tecnica culinaria, equilibrio tra gli ingredienti, personalità dello Chef, rapporto qualità prezzo, costanza di rendimento.

Attenzione: ogni valutazione finale è il risultato di un processo lungo e laborioso con decisione collegiale basata sulle opinioni di più ispettori ottenute in più visite.

Alla fine tutto si traduce in poche e semplici regole che dopo un secolo hanno fatto la storia della ristorazione, nel bene e nel male.

Ricordate; l’obiettivo della Guida è rimasto invariato nel tempo, sostenere il lettore durante il viaggio per renderlo il più piacevole possibile. Quindi, godetevi il viaggio e poi, magari, mangiate qualcosa di buono.

GOURMET SERVICES PREMIA LE STELLE

Come da tradizione la Gourmet Services anche quest’anno premierà tutti gli chef che vedranno confermate le loro stelle e ovviamente tutti coloro che avranno l’onore di riceverne una nuova o saranno iscritti per la prima volta nella mitica “Guida Rossa”.

Per tutti gli stellati l’azienda ha in serbo una favolosa promozione, quindi stay tuned.

 

LEGGI L'ELENCO DELLE NUOVE STELLE 2018 MICHELIN>>>

  

 

 

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